Mont de Marsan, al ritmo di una città del sud...
Mont de Marsan è una città del sud,
festive e culturale, impronta di tradizioni
Due tempi forti al mese di luglio assicurano la sua fama :
Festival di arte Flamenco , inizio del mese. Dal 1989, questa manifestazione accoglie un pubblico di iniziati e di curiosi, sempre più numerosi, durante 6 giorni. Costituisce un vero incrocio di scambi, un luogo di fraternità. Il flamenco, è un affare di passione che si trasmette di generazione in generazione.
Al programma: spettacoli, stage (danza, compasso ci palmas, conferenze, esposizioni, spettacoli di via.
Feste del Madeleine, esordiscono sempre il sabato dopo il 14 luglio salvo gli anni dove il 14 luglio è un sabato,: 1ères ferias nel Sud-ovest dopo Pampelune (Spagna).
Sono molto aspettate dai piccoli ed i grande. Benda (gruppi musicali composti di rami), festayres, bodégas, piccoli bar e pasti, peñas. Ha il vocabolario adoperato durante 5 giorni di in festa popolare.
Corride, novilladas e corse landaises, grande concorso landais, fanno vibrare l'arena del Plumaçon (1889, restaurate in 1933 e rinnovate nel 2007: pitture e segui.
Nelle vie, la cavalcata, sfilata di carri realizzati dalle associazioni e comitati di quartieri, conosce un vivo successo. Altre animazioni: concerti, incontri sportive, corsa ciclista, eccetera...
In quanto al fuoco di artificio, illumina la città dei mille fuochi e fa brillare molti occhi!
Il folclore: i trampolieri di Monte di Marsan si chiamano i Tchancayres ed il gruppo Sviluppo.
Piccolo storico dei Moutonniers o Trampolieri landais :
È l'alto profilo del pastore landais si "appollaiato come un airone" sui suoi trampoli - i tchanques - che c'è tanto familiare è stata divulgata dalle incisioni del XIXe secolo e, più vicino a noi, per le fotografie di Félix Arnaudin.
Il paese delle lunghe gambe
I trampoli, i tchanques, sono stati molto tempo il mezzo di locomozione dei pastori e stesso dei fattori. Permettevano loro di spostarsi velocemente attraverso la palude e di sorvegliare meglio i greggi che, evidentemente, si sparpagliavano attraverso la landa.
Su molte incisioni del secolo ultimo, si vede questi pastori, alto si appollaiati, come gli aironi. Vestiti spesso di un tipo di dolmen in pelle di pecora, filano la lana, la torcono o sferruzzano su un fuso molto corto le loro proprie ghette. Certe immagini li rappresentano anche in treno di chiacchierare, molto al piacere, sembra sui loro trampoli.
È vero che passavano delle giornate intere. Certi disegnatori si sono lasciati talvolta, tuttavia, trascinare per la loro fantasia appollaiandosi molto alto i pastori landais. I trampoli non li alzavano mai al di sotto a più di 1 o 2 metri la terra. Loro solo scopo era di proteggere i piedi dell'umidità della palude e di permetterloro di attraversare comodamente le lande bagnate.
Il trampolo si costituiva di una gamba in legna leggera e di una staffa su che rimetteva il piede, tenuto per i legami in cuoio. L'estremità del trampolo, il pedic era in corno di bovidé o in bosco forte. Così il trampolo non affondava mai nella palude. Il suolo, costituito essenzialmente di sabbia era, in effetti, abbastanza duro.
Il pastore aveva sempre con lui un lungo bastone per superare i ruscelli, abbassarsi e raccogliere un oggetto. Il grande nemico dei trampolieri era i monticelli di terra.
Con l'apparizione della foresta sulla landa, i pastori erano meno numerosi. All'inizio del ventesimo secolo, hanno lasciato i loro trampoli. Adesso i landais non li calzano più che in occasione di feste o di corse. parecchi gruppi folcloristici perpetuano la tradizione.
L'uso dei trampoli è una tradizione molto anziana; erano conosciute già dai greco e dei romani ed erano utilizzate in molte danze rituali in Africa.
Trampoli ed anima landaise
Guardare la carta delle Lande: un vasto dipartimento! (il 2 più grande di Francia dopo il Gironde. Un immenso massiccio boscoso, orlato all'ovest per l'oceano con un merletto di stagni, separato al sud della curva dell'Adour di una vasta regione agricolo jouxtant i confini pirenaici.
Due tipi di popolazione vivevano su queste terre: uni, agricoltori esclusivi mangiavano alla loro fame nei villaggi densi; gli altri vivotaient nella struttura agro-pastorale. Tutto parlavano la stessa lingua: il guascone.
Le tradizioni raccolte riescono di queste 2 origini ed i gruppi folcloristici avendo ciascuno la loro originalità, attingono le loro radici in questo fondo popolare.
Il paese era povero ma una gioia sana regnava chi traspare nelle danze. Alle melodie semplici e travolgenti corrisponde una coreografia buona tolta di giochi popolari. Una canzone non dice lei non: " Per danzare il Bigo-biguette, bisogna avere la gamba svelta" ? La danza che è la gioia di ritrovarsi e di divertirsi in comune, egli " rando" landais. aperto chiuso o. ne è la vivente immagine, corrispondendo bene al farandole provenzale ed al sardane catalano.
Le danze al suolo, sempre lesti, erano come altrove il supporto di una vita sociale ritmata per il lavoro col Marensin o la landa più leggera ed il Chalosse più facoltoso. I pastori si appollaiati sui loro trampoli, veri acrobati, arrivavano a danzare. I loro discendenti non esitano a farlo, con vivacità ed eleganza su un ritmo a 3 tempi del secolo ultimo. La pesantezza non contante non si prende gioco dell'equilibrio!
La fisarmonica diatonica ha sostituito il vielle e la cornamusa della Grande Landa, l'oboe ed il flauto di pastori, ma il ritmo dato dagli zoccoli ed i colpi di fischietti resta immutabile. Sono tutte le gioie del lavoro e delle feste familiari.
Gli abiti sono modesti. Solo, il grande scialle porta come una nota " ricco." I canti, sono invece bravi belli. La lingua che suscita anche la narrazione, i Landais sono volentieri narratori. " Scherzare come un guascone" si dice ed i Landais sono guascone. Amano il loro paese: quando danzano, cantano o contento, non scherzano!
Traspare allora tutta l'anima della Landa.
Potrete trovare il calendario degli spettacoli dei trampolieri che cliccano sul seguente legame: http://fgfl.free.fr/calendrier.html
Il corsa landaise :
UN POCO DI STORIA: Il corsa landaise è praticato nel Sud Ovest da sempre. Il documento autentico più vecchio conservato agli archivi nazionali fatti stato in 1457 di un costume immemorabile di fare inseguire mucche e buoi nelle vie di Santo-Sever in occasione delle Feste del Santo-Jean.
Poi, durante parecchi secoli, si conosce soprattutto il tauromachia landaise per i differenti tentativi di interdizione di cui fu a più riprese l'oggetto e senza successo.
È durante il XIXème secolo che due évènements maggiori la fecero rientrare nella modernità. Innanzitutto fu l'obbligo di praticare unicamente le corse nei luoghi delimitati e chiuso cinti di gradinate, e no liberamente nella via come questo era il caso fino là. È in questo spazio limitato dell'arena che nacque di accesso lo scarto il salto poi, le due figure artistiche del corsa landaise.
Poi, questo fu, nell'agosto 1853, l'apparizione del bestiame di origine iberica che si rivelò più atto del bestiame locale alla pratica.
È alla fine dello stesso secolo che i toreri landais adottarono la tenuta che portano sempre oggi: il pantalone bianco ed il bolero di colore adornato di lustrini di oro o di denaro. il codice ed il tenore di corda apparvero alla stessa epoca così come i tamponi alla fine dei corna delle fattorine più pericolose.
Il ventesimo secolo poteva cominciare: tutto era in posto pressappoco nella forma dove potete vederlo oggi.
UN SPORT, UN PATRIMONIO, UN SPETTACOLO: Il corsa landaise è un sport regionale riconosciuto per il Ministero della Gioventù e degli Sport, gestito per una Federazione francese creato nel 1953. Gli attori attuali sono degli sportivi di alto livello e le loro prodezze atletiche fanno l'ammirazione di tutti durante le stagioni, di inizio marzo a fine ottobre.
Questo è anche, un elemento del nostro patrimonio culturale ed una tradizione vivente bene ancorate nella modernità. Il corsa landaise è ancora oggi l'évènement principale di numerose feste di villaggio, di più piccolo a più grande!) chi anima e ritma l'estate guascone.
Assistere ad un corsa landaise questo è essere anche sicuro di partecipare ad un spettacolo dove vibra l'anima guascone e dove si può incontrare ancora tanto bene dei veri personaggi e caratteri sulle gradinate che nell'arena!
L'ECARTEUR: Personaggio essenziale del corsa landaise, affronta la mucca selvaggia del centro della pista nell'appellant per provocare il suo carico. Il secondo, dietro lui avrà per ruolo di attirare l'animale a lui quando l'écrat sarà effettuato. alla fine dell'arena, generalmente di fronte alla presidenza là dove trovati la giuria e l'annunciatore, l'allenatore, dal rifugio, pone la mucca e la dirigo verso l'uomo che lo chiama e la provoco. Nel momento in cui la mucca scurisce su lui e dia il colpo di testa per prenderlo, lo schiva di un scarto che lascia passare la mucca al cavo dei suoi reni perdendo il meno di campo possibile rispetto all'attacco.
Esistono 2 forme di scarto :
- lo scarto sulla finta dove l'écarteur aspetta la mucca di piede fermo, le braccia incrociate sul petto.
All'approccio della mucca, "la getta" del lato oppositore dove conta di uscire, avanzando ed inclinando leggermente il busto in questa direzione, invitando così la mucca a colpire da parte pure tornante all'ultimo pressante del lato oppositore.
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Lo scarto sul salto è più l'apprezzato e più difficile. Quando la mucca non è più che ad alcuni metri, l'écarteur fa piedi uniti un salto, avanzando tuttavia leggermente la gamba opposta al lato dove conta girare, per "imbarcare" la mucca in questa direzione. Nel momento in cui i suoi piedi ricadono sul suolo e che la mucca dà il colpo di testa, l'écarteur deve ruotare allora sull'altro piede per scostarsi e scavare i reni per fare passare il corpo della mucca.
Se questa strategia fallisce, è allora il tumade. l'écarteur non è stato abbastanza veloce o non ha lasciato abbastanza posto. la mucca lo vede, lo prende coi suoi corna e lo progetto violentemente al suolo.
IL SALTATORE: Da quando la corsa esiste, ci sono stati dei toreri landais che, al posto di scostare, hanno preferito saltare le mucche. Tuttavia, poco a poco dagli années1960, questa disciplina si è imporsi come un elemento incontournable della corsa.
Messi da parte alcune troppo rare eccezioni oggi, il saltatore è di accesso un ginnasta che realizza al di sotto una serie di salti i corna in movimento.
I piedi nel basco, gambe legate dalla cravatta sono il prime che fu praticata fin dal diciannovesimo secolo, resta più difficile a realizzare perché occorre, senza slancio, alzarsi al di sotto a piedi giuntura a 1,40m al minimo una mucca lanciata. Il salto pericoloso succhiellato è l'ultimo arrivato, necessita una padronanza rifinita della gestuale. I due altri, classico, sono il salto dell'angelo, apparamment più facile ed il salto pericoloso classico.
Potrete trovare il calendario della Corsa landaise 2008 cliccando sul seguente legame: www.courselandaise.org